<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-8793097861216758940</id><updated>2011-08-07T04:53:52.882-07:00</updated><title type='text'>Lo Spettatore Critico</title><subtitle type='html'>Libero scambio di pensieri e opinioni intorno a Danae Festival e alla contemporaneità performativa in generale</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://spettatorecriticodanae.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8793097861216758940/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spettatorecriticodanae.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Elisa Greta Ferrari</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08950672522704902376</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_haa5epBweIg/Svh-TV157LI/AAAAAAAAAHY/nj_5TAf-V8g/S220/ritratto.JPG'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>17</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8793097861216758940.post-213770106257118495</id><published>2008-05-17T13:28:00.000-07:00</published><updated>2008-05-17T13:30:57.548-07:00</updated><title type='text'>RIFLESSIONI SULLA SCENA CONTEMPORANEA</title><content type='html'>A conclusione di Danae 2008, come gruppo critico che ha seguito tutto il festival cercando di dare spunti utili alla lettura degli spettacoli, abbiamo sentito l’esigenza di fare una riflessione finale a partire da alcuni spunti nati dalle nostre chiacchierate appassionate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Contemporaneamente…&lt;br /&gt;L’atto performativo, a partire dalle tumultuose rivoluzioni degli anni ’70, è stato un gesto di ribellione, di presa di posizione politica, di rottura delle abitudini sceniche consolidate sia nel teatro che nella danza. Da una parte il nuovo teatro (Grotowski, il Living, Kantor), dall’altra il Tanztheater di matrice tedesca hanno dato un’impronta decisiva per la nascita di una nuova danza, che vede in Italia protagonisti alcuni coreografi il cui operato comincia a delinearsi intorno agli anni ’80 (Sosta Palmizi, Enzo Cosimi, Sieni). Che cosa ne è stato di quella ventata di novità? Che tipo di tradizione si è instaurata, a partire dal lavoro di questi coreografi sul territorio nazionale? Molti di loro ancora oggi sono molto  attivi, hanno avuto riconoscimenti e visibilità internazionale, sono stati seguiti (e lo sono ancora oggi) da una quantità di allievi. Nonostante le ottime premesse, però non si è sviluppato fino ad oggi nel nostro paese un terreno fertile per la danza. Per molte svariate cause personalità di talento sono rimaste isolate e le energie non sono state ottimizzate, come è avvenuto invece in altri paesi europei. Quello con cui ci confrontiamo oggi è un panorama molto vario, molto articolato ma anche molto frammentario, un magma dal quale le singole identità artistiche faticano a emergere, un magma che chiamiamo contemporaneità.&lt;br /&gt;Contemporaneità oggi è tutto quello che non riusciamo ad identificare con un genere preciso (si può ancora parlare di generi?), tutto quello che ci riesce difficile descrivere, riconoscere, elaborare, tutto quello che non sappiamo dire se ci piace o no e che il più delle volte, purtroppo, ci lascia indifferenti. Ma contemporaneità significa veramente che “tutto è possibile”? che dobbiamo accettare tutto indistintamente? Forse agli occhi di spettatori allenati non tutto è possibile. Pur accettando stili spettacolari e modalità comunicative differenti, è doveroso non andare nella direzione dell’appiattimento del dibattito culturale, altrimenti forse non avrebbe più senso fare e parlare di arte contemporanea, altrimenti si finirebbe col concludere che tutto è arte, basta che qualcuno lo definisca tale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sulla ricerca&lt;br /&gt;Nel panorama italiano l’attenzione attorno al sistema spettacolo, è concentrata esclusivamente sul prodotto/spettacolo, sull’oggetto finito della creazione artistica, come unico referente di critica, operatori e pubblico.   Questo sguardo, che non considera minimante il processo e il tipo di lavoro che sta dietro la creazione, informa purtroppo anche le scelte dei finanziamenti. Non c’è spazio (e soprattutto non ci sono soldi) per progetti di ricerca che concentrino il loro interesse sulla ricerca piuttosto che sulla creazione di uno spettacolo. Il mondo del teatro sembra essere sempre più una macchina di produzione che sforna spettacoli, alcuni di questi vengono preparati in pochissimo tempo e il loro unico obiettivo consiste nel soddisfare il pubblico (il cui sguardo è sempre più massificato su un modello televisivo) e compiacere la critica di settore, per assicurarsi una favorevole recensione.&lt;br /&gt;Sembra si sia perso il senso profondamente etico del fare teatro come esigenza della persona in quanto individuo (motivazione esistenziale) e in quanto essere sociale (motivazione politica). Ma esiste ancora un senso etico del teatro? Gli artisti di oggi ne tengono ancora conto? Non sono domande retoriche e non bisogna fare di tutta l’erba un fascio. Rimane comunque un dato oggettivo, in Italia gli spazi per la ricerca sono pochi, i teatri stabili di innovazione faticano a far quadrare i loro bilanci in attivo, le compagnie emergenti (anche se sono emergenti da quasi vent’anni) faticano a trovare spazio nelle programmazioni ufficiali, spesso vengono incluse soltanto nelle rassegne di settore e occupano molto del loro tempo e del loro lavoro per cercare finanziamenti.&lt;br /&gt;Le compagnie che non fanno repertorio in sostanza, sia di teatro che di danza, non hanno l’appoggio e il sostegno del pubblico, ed essendo lo spettacolo dal vivo per sua natura un’attività imprenditoriale che non vive dei suoi proventi, non si capisce come dovrebbero sopravvivere e continuare a lavorare. Inoltre i finanziamenti sono programmati per periodi di tempo abbastanza ristretti, che coprono il breve tempo di una produzione, ma non assicurano continuità sui tempi lunghi, ciò obbliga le compagnie a lavorare con una logica della provvisorietà, a concentrarsi sul prodotto-risultato piuttosto che sull’innovazione e sulla  ricerca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Conclusioni&lt;br /&gt;Gli artisti che spesso si adattano alle logiche della sopravvivenza, gli spettatori assuefatti su una mediocrità para-televisiva, il finanziamento pubblico quasi del tutto assente per la ricerca, gli operatori e i critici poco coraggiosi nelle loro scelte, questo il quadro della ricerca performativa il Italia, non è certo tra i più rosei. Non intendiamo però denunciare passivamente questo stato di cose con un pessimismo fine a se stesso, il nostro intento è piuttosto proporre uno stimolo per una riflessione globale sul sistema teatrale che possa venire da tutti gli attori del sistema (compresi noi studenti di questa materia che ci avviamo ad operare all’interno di questa realtà), nella consapevolezza che l’unico cambiamento efficace possa venire soltanto dall’interno del sistema stesso. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                                       A cura di Valentina, Mariapia e Serena.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8793097861216758940-213770106257118495?l=spettatorecriticodanae.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spettatorecriticodanae.blogspot.com/feeds/213770106257118495/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8793097861216758940&amp;postID=213770106257118495' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8793097861216758940/posts/default/213770106257118495'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8793097861216758940/posts/default/213770106257118495'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spettatorecriticodanae.blogspot.com/2008/05/riflessioni-sulla-scena-contemporanea.html' title='RIFLESSIONI SULLA SCENA CONTEMPORANEA'/><author><name>Elisa Greta Ferrari</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08950672522704902376</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_haa5epBweIg/Svh-TV157LI/AAAAAAAAAHY/nj_5TAf-V8g/S220/ritratto.JPG'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8793097861216758940.post-7471194128829770650</id><published>2008-04-28T03:11:00.000-07:00</published><updated>2008-04-28T04:03:41.769-07:00</updated><title type='text'>Una frittata particolare</title><content type='html'>Una signorina per bene entra lentamente, quasi alla moviola, nel foyer del Teatro Litta trasformato per l'occasine in una cucina anni'50. Ha un coltello in mano che impugna con forza, dopo un breve tragitto lo posa sul frigorifero. &lt;br /&gt;Così comincia  ALTRO PICCOLO PROGETTO DOMESTICO progetto ideato e interpretato da Ambra Senatore, che si propone di indagare gli stereotipi della bellezza femminile con stile, leggerezza ed ironica malizia.&lt;br /&gt;Venti minuti è il tempo di questo solo, è il tempo che impiega a cuocersi la frittata preparata dall'autrice proprio davanti a noi, sulle note di Domenico Modugno, autore che contribuisce a ricreare un'atmosfera retrò.&lt;br /&gt;Danza e cucina, quotidianità e sogno sono gli opposti attraverso i quali si snoda la vicenda di una casalinga. Indecisa sul suo umore davanti alle faccende domestiche, oscilla tra la desolazione della tristezza più profonda e l'esaltazione più viva e partecipata. Anche preparare una frittata può essere un atto creativo, dipende per chi è preparata e soprattutto se è preparata con amore. Con la facilità dell'ironia vengono affronmtati temi molto seri. La danzatrice si libera dei suoi attributi femminili e si lancia in una danza estatica, attraverso la quale riesce a parlare la sua vera lingua, smette di recitare la commedia per raccontarci la verità, qualunque essa sia.&lt;br /&gt;Il lui maschile di questa favola modena è semplicemente un abito vuoto (da uomo) posato sul pavimento, a cui la signorina per bene ha aggiunto la testa ovvero la frittata. Alla fine della coreografia "l'uomo" disteso per terra verrà mangiato voracemente dalla ex-signorina per bene ora mangiatrice di uomini. Attraverso il rito di cannibalismo finale la donna si appropria della sua femminilità e tradisce il ruolo di casalinga frustata in attesa del marito. &lt;br /&gt;Il lavoro necessitetrebbe, a mio avviso, di una più compiuta costruzione drammaturgica e di un più netto taglio registico, per sviluppare più in profondità questa ricerca interessante per spunti coreografici e argomenti trattati.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8793097861216758940-7471194128829770650?l=spettatorecriticodanae.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spettatorecriticodanae.blogspot.com/feeds/7471194128829770650/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8793097861216758940&amp;postID=7471194128829770650' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8793097861216758940/posts/default/7471194128829770650'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8793097861216758940/posts/default/7471194128829770650'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spettatorecriticodanae.blogspot.com/2008/04/una-frittata-particolare.html' title='Una frittata particolare'/><author><name>Elisa Greta Ferrari</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08950672522704902376</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_haa5epBweIg/Svh-TV157LI/AAAAAAAAAHY/nj_5TAf-V8g/S220/ritratto.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8793097861216758940.post-6066160139972386461</id><published>2008-04-20T03:18:00.000-07:00</published><updated>2008-04-20T03:24:52.473-07:00</updated><title type='text'>immagini di Assaggi da Vetrina C.so Garibaldi, Sabato 19 Aprile 2008</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp0.blogger.com/_haa5epBweIg/SAsZyjAhFkI/AAAAAAAAAEU/MvjarkIVxts/s1600-h/19+Aprile+De+Lorenzi.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; 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EFFETTO LARSEN e SANPAPIE’ si sono esibiti ieri, giovedì 17 Aprile, sulla banchina dei tram all’altezza di Corso Magenta, 24.&lt;br /&gt;Benché le condizioni atmosferiche di questi giorni non  abbiano facilitato il lavoro degli artisti, messi a dura prova da un terreno scivoloso, dalla condizione di traffico permanente nella nostra città e da un notevole tasso di inquinamento acustico, quindi con una proporzionale difficoltà di concentrazione degli interpreti, le due performances sono riuscite a catturare lo sguardo dei passanti. Dall’inizio della prima esibizione infatti il gruppo di osservatori incuriositi si è fatto via via più consistente, dando vita ad una manifestazione partecipata e coinvolgente.&lt;br /&gt;Una prima riflessione circa le performance da banchina riguarda l’idea che per assistere ad una esibizione di danza, in cui cioè sia il corpo a scrivere la drammaturgia e a farsi veicolo di un messaggio, si sia dovuto attendere una manifestazione fuori dall’edificio teatrale. Ma se la ricerca di nuovi linguaggi espressivi che non tradiscano però la propria origine- sia essa legata al teatro, alla danza, al cinema etc...-  avviene al di fuori dei contesti convenzionali, a questi ultimi che cosa rimane? Forse il rischio è quello di creare un divario incolmabile tra vera ricerca (portata volontariamente o involontariamente a cercare spazi alternativi nei quali esibirsi) e meri esercizi di stile (che si appropriano indebitamente di palcoscenici ad hoc).&lt;br /&gt;E’ importante dunque che ‘le performances da banchina’ come altre manifestazioni artistiche e culturali negli spazi aperti tornino a ripopolare le nostre città a ricreare momenti di  socializzazione, in cui il prendere parte ad un evento spettacolare non sia un segno di distinzione sociale prima ancora che una manifestazione di un bisogno personale. E’ importante riconsiderare lo spettacolo di strada come momento che irrompe nello scenario quotidiano soddisfacendo il bisogno di partecipazione e testimonianza al fatto collettivo, permettendo così alla massa anonima di pubblico che popola gli edifici teatrali di costituirsi all’aperto come insieme di spettatori che in relazione allo spazio interagiscono con gli attori in forma più diretta e partecipativa. E’ altresì importante però fare in modo che anche l’edificio teatrale non tradisca con i suoi spettacoli quello stato di necessità e di urgenza di cui esso vive, riconfermandosi come spazio straordinario di coscienza sociale nel quale poter esprimersi sulla contemporaneità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Valentina Ciardi&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8793097861216758940-4370057795844016269?l=spettatorecriticodanae.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spettatorecriticodanae.blogspot.com/feeds/4370057795844016269/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8793097861216758940&amp;postID=4370057795844016269' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8793097861216758940/posts/default/4370057795844016269'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8793097861216758940/posts/default/4370057795844016269'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spettatorecriticodanae.blogspot.com/2008/04/body-stop-performance-da-banchina-il.html' title=''/><author><name>Elisa Greta Ferrari</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08950672522704902376</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_haa5epBweIg/Svh-TV157LI/AAAAAAAAAHY/nj_5TAf-V8g/S220/ritratto.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8793097861216758940.post-4988594560783847403</id><published>2008-04-16T08:14:00.000-07:00</published><updated>2008-04-16T08:16:34.528-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="color:#009900;"&gt;&lt;strong&gt;Uno spazio per Pippa Bacca.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8793097861216758940-4988594560783847403?l=spettatorecriticodanae.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spettatorecriticodanae.blogspot.com/feeds/4988594560783847403/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8793097861216758940&amp;postID=4988594560783847403' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8793097861216758940/posts/default/4988594560783847403'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8793097861216758940/posts/default/4988594560783847403'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spettatorecriticodanae.blogspot.com/2008/04/uno-spazio-per-pippa-bacca.html' title=''/><author><name>Elisa Greta Ferrari</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08950672522704902376</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_haa5epBweIg/Svh-TV157LI/AAAAAAAAAHY/nj_5TAf-V8g/S220/ritratto.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8793097861216758940.post-2622864838256046884</id><published>2008-04-16T05:25:00.000-07:00</published><updated>2008-04-16T07:27:47.622-07:00</updated><title type='text'>Dialogo con Patricia Allio</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://bp3.blogger.com/_haa5epBweIg/SAYKARlmqqI/AAAAAAAAAEM/yN2nmxXsruY/s1600-h/foto+030.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5189846620428479138" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_haa5epBweIg/SAYKARlmqqI/AAAAAAAAAEM/yN2nmxXsruY/s200/foto+030.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;em&gt;Teatro i - 15 aprile 2008&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;A cura di Elisa Ferrari&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Dopo aver assistito alle prove dell'arguto e divertente spettacolo &lt;em&gt;Habiter- conférence queer, &lt;/em&gt;in scena al &lt;em&gt;Teatro i&lt;/em&gt;,&lt;em&gt; &lt;/em&gt;ho il piacere di conversare per qualche minuto con la regista dello spettacolo Patricia Allio. Vorrebbe essere un'intervista all'artista, ma a volte i ruoli si scambiano e l'intervistatore si trova ricoprire il ruolo dell'intervistato....&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Per prima è lei che mi chiede se lo spettacolo arriva...Io le dico che sì, arriva. Arriva perché il linguaggio usato è quello dell'ironia, del non-sense, velato però da una certa malinconia e profondità che lo rendono particolarmente interessante. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Emerge durante il dialogo la sua necessità a parlare di identità e soprattutto di identità sessuale, ed emerge inoltre la sua voglia di capire la situazione italiana nei confronti della questione. Mi chiede se forse la causa di una certa chiusura mentale da parte del popolo italiano nei confronti di certi temi non sia da imputare alla forte presenza della Chiesa nel nostro paese. Cosa potevo rispondere?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nel lavoro della Allio si va oltre il confine identitario uomo/donna, si va oltre il confine umano, l'uomo diventa uomo-fallo, monaco, farfalla, casa. Quel che affiora da questa ironica conferenza filosofica, che ribalta e sconvolge i canoni accademici, è che l'uomo forse ha un po' perso la propria centralità di persona, ha perso in un certo senso la propria identità. E' alla costante ricerca di se stesso, ma non si cerca quasi mai dentro di sé, si cerca negli altri, nelle cose, nelle parole.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;A questo proposito le chiedo se è per questo che ha scelto di portare in scena un corpo nudo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Un corpo nudo è ciò che di più naturale c'è al mondo, l'artificio è l'abito, dice. E' la visione del'uomo che è sbagliata per cui il 'vestito' diventa la condizione naturale dell'uomo, quando in realtà non lo è affatto. Ed è in questo senso che il sesso viene escluso dalla rappresentazione, il corpo nudo non è visto più come oggetto sessuale, ma come elemento di partenza verso una riscoperta della prorpia identità.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Le chiedo poi quale sia stata la modalità di lavoro: mi dice che per la prima volta il testo è stato completamente scritto da lei prima dell'inizio delle prove. Una sorta di traduzione personale di alcuni pensieri filosofici. Ne è uscito un 'discorso' del tutto personale, che aveva bisogno però di una traduzione scenica. Per questo ha poi lavorato a stretto contatto con l'attore Pierre Maillet, perché il pensiero diventasse unico, si potesse cioè perfettamente sposare con le peculiarità fisiche e caratteriali dell'attore stesso. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Le chiedo infine cosa ne pensa del pubblico italiano, avendolo già incontrato in un paio d'occasioni (Festival Sant'arcangelo e Festival Vie di Modena).&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Secondo lei dipende molto dall'occasione in cui si incontra il pubblico, a Sant'arcangelo secondo la Allio il pubblico è in un certo senso più educato, e quindi assolutamente attento agli spettacoli proposti. Ma in generale non crede che il pubblico italiano, come anche quello francese, del resto, sia particolarmente 'caldo'.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8793097861216758940-2622864838256046884?l=spettatorecriticodanae.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spettatorecriticodanae.blogspot.com/feeds/2622864838256046884/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8793097861216758940&amp;postID=2622864838256046884' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8793097861216758940/posts/default/2622864838256046884'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8793097861216758940/posts/default/2622864838256046884'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spettatorecriticodanae.blogspot.com/2008/04/dialogo-con-patricia-allio.html' title='Dialogo con Patricia Allio'/><author><name>Elisa Greta Ferrari</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08950672522704902376</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_haa5epBweIg/Svh-TV157LI/AAAAAAAAAHY/nj_5TAf-V8g/S220/ritratto.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_haa5epBweIg/SAYKARlmqqI/AAAAAAAAAEM/yN2nmxXsruY/s72-c/foto+030.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8793097861216758940.post-4830920224113922235</id><published>2008-04-16T02:54:00.000-07:00</published><updated>2008-04-16T05:11:50.627-07:00</updated><title type='text'>Sconfinamenti del teatro</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp0.blogger.com/_haa5epBweIg/SAXpnxlmqlI/AAAAAAAAADk/fsbmJgKmwDQ/s1600-h/photoIA2_gisele_vienne.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5189811015149595218" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_haa5epBweIg/SAXpnxlmqlI/AAAAAAAAADk/fsbmJgKmwDQ/s320/photoIA2_gisele_vienne.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;em&gt;Di Elisa Ferrari&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nel lavoro di Gisèle Vienne, &lt;em&gt;I Apologize&lt;/em&gt;, si coglie l'esigenza di ricreare una sorta di delirio estatico. L'artista trae ispirazione dal pensiero che Georges Bataille esprime nel suo &lt;em&gt;Erotisme&lt;/em&gt;, in cui emerge che "la poesia conduce allo stesso punto a cui ci conduce ogni forma di erotismo, a non distinguere, a confondere gli oggetti distinti. Essa ci conduce all'eternità, essa ci conduce alla morte e, attraverso la morte, alla continuità". La sintesi a cui giunge la Vienne per esprimere tale concetto consiste nell'utilizzo della bambola, della marionetta, del simulacro, quale connessione tra erotismo e morte. L'oggetto bambola diviene così l'incarnazione delle opposte pulsioni che coabitano nell'animo umano &lt;em&gt;Eros&lt;/em&gt; (pulsione vitale) e &lt;em&gt;Thanatos&lt;/em&gt; (pulsione autodistruttiva, di morte), temi cari anche a Freud. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ecco allora che a poco a poco il palcoscenico si popola di affascinanti e rigide lolite in minigonna e camicetta bianca. Sedute, sdraiate, nascoste in funeree casse di legno, presenziano in scena osservando sommessamente quanto accade, volendo forse essere carnefici ma non potendo materialmente esserlo, diventano vittime innocenti dei sogni (desideri) allucinati dei tre performer in carne ed ossa, i quali divengono 'gestori' della scena. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Da principio si crea una fortissima tensione: il confronto tra essere umano e oggetto è diretto, immediato. L'uomo perde la propria identità di essere umano trasformandosi in un cane rabbioso...Punta la preda, da lontano, poiché non riconosce quell'oggetto dalle sembianze umane. Ma non accade ciò che ci si aspetta, la vittima non viene sacrificata, solo semplicemente 'scossa'. La tensione si esurisce in pochi secondi, il cane-carnefice è sconfitto, scuote la bambola come a volerla rianimare, l'assassino è ora un bambino che desidera che il suo gioco diventi 'reale' per poter interagire con esso. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ecco che allora già dall'inizio questo desiderio di 'morte' risulta tradito nelle intenzioni dei performer. In questo senso la visionaria interpretazione dell'artista perde forse di effiacacia: i due mondi non si inseriscono perfettamente l'uno nell'altro fino a confondersi, poiché l'umano prevale sull'inorganico. Il fascino che la presenza delle lolite inanimate esercita inizialmente sul fruitore viene ben presto soppiantato dall'utilizzo di situazioni ad effetto. L'attenzione viene forzatamente spostata sul bacio tra due esseri umani dello stesso sesso, tra due esseri umani di sesso diverso, da un uomo con parrucca e tacchi alti, da una donna che simula sembianze ed atteggiamenti da bambolina pornostar. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nel caso in cui si voglia dare un'interpretazione di tipo 'letterario' da parte dell'artista, che dichiara di attingere non solo a Bataille, ma anche a De Sade e Genet, i presupposti iniziali non reggono e, cadendo, lasciano spazio alla mera 'spettacolarizzazione'. Tanto il percorso sonoro quanto le marionette divengono semplici riempitivi 'scenografici', e il testo, che da solo potrebbe costituire le basi per uno spettacolo, non gode della giusta attenzione, offuscato dalle forti immagini sceniche. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma lo spettacolo può avere una doppia interpretazione, se si cercano le motivazioni anche nell'universo gore, splatter e trash a cui l'artista pare veramente attingere. La cultura gore invita a comportamenti devianti e in questo senso elegge il nauseante, il disgustoso a modello di un movimento che va contro il gusto ufficiale, ma che incontra consensi nelle sinestesie contemporanee. Ecco che allora certi 'déja-vu' perdono quella ritualità tipica delle performances anni settanta, per lasciare spazio all'inumano, all'inorganico.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ed è in questa atmosfera di iperrealtà che il fruitore può incontrare davvero i propri fantasmi, lasciandosi penetrare da essi e scontrandosi con essi. Lo sguardo dell spettatore rimbalza sulle figure che animano la scena non comprendendo più chi o quali siano i 'freaks', se le bambole o gli esseri umani.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ecco il link di una interessante intervista a Gisèle Vienne a cura di Silvia Fanti&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.undo.net/cgi-bin/openframe.pl?x=/cgi-bin/undo/magazines/magazines.pl%3Fid%3D1163622842%26riv%3Dart-o%26home%3D"&gt;http://www.undo.net/cgi-bin/openframe.pl?x=/cgi-bin/undo/magazines/magazines.pl%3Fid%3D1163622842%26riv%3Dart-o%26home%3D&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Photo: Gisèle Vienne&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8793097861216758940-4830920224113922235?l=spettatorecriticodanae.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spettatorecriticodanae.blogspot.com/feeds/4830920224113922235/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8793097861216758940&amp;postID=4830920224113922235' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8793097861216758940/posts/default/4830920224113922235'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8793097861216758940/posts/default/4830920224113922235'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spettatorecriticodanae.blogspot.com/2008/04/sconfinamenti-del-teatro.html' title='Sconfinamenti del teatro'/><author><name>Elisa Greta Ferrari</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08950672522704902376</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_haa5epBweIg/Svh-TV157LI/AAAAAAAAAHY/nj_5TAf-V8g/S220/ritratto.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_haa5epBweIg/SAXpnxlmqlI/AAAAAAAAADk/fsbmJgKmwDQ/s72-c/photoIA2_gisele_vienne.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8793097861216758940.post-3053820651466551491</id><published>2008-04-12T00:21:00.000-07:00</published><updated>2008-04-15T00:45:40.499-07:00</updated><title type='text'>Motus-Rumore rosa osservazioni di Serena Mola</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp2.blogger.com/_haa5epBweIg/SARc-hlmqkI/AAAAAAAAADc/wfK_RoTCjuo/s1600-h/RR+69-71.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5189374899875392066" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_haa5epBweIg/SARc-hlmqkI/AAAAAAAAADc/wfK_RoTCjuo/s320/RR+69-71.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Per tre sere a fila il piccolo Teatro I, nell’ambito dell’itinerante festival Danae, ospita lo spettacolo Rumore Rosa: il titolo, una curiosa sinestesia che, al di là dell’effettivo significato musicale dell’espressione (il rumore rosa è infatti l'appellativo dato alle frequenze artificiali che i tecnici del suono utilizzano per evidenziare la curva di equalizzazione ottimale in un ambiente destinato a ospitare una performance musicale), si carica in realtà di una polisemia che lo spettatore scopre gradualmente nel corso dei sessanta minuti di rappresentazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Innanzitutto è rosa il cast, composto da tre attrici che interpretano altrettante donne, o forse la stessa, come recita il foglio di sala.&lt;br /&gt;Le protagoniste danno vita ad una rilettura dell’opera del regista Fassbinder, e in particolare del suo Le lacrime amare di Petra Von Kant.&lt;br /&gt;Il regista è infatti evocato nelle atmosfere, negli scorci di dialoghi riproposti su vinile, nelle situazioni, e, ovviamente, in questi tre personaggi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È da sottolineare che lo spettacolo, per la sua icastica struttura aforistica e per le vivide situazioni presentate, vive , negli occhi dello spettatore anche a prescindere da una precisa conoscenza dell’opera filmica e registica che lo hanno ispirato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sulla scena infatti, che, inizialmente bianca, poi bianca e nera poi rosa (non a caso) si susseguono episodi scollegati, sconnessi, ma accomunati da un’inquietudine di fondo solo apparentemente appagata da una colonna sonora struggente, languida.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Interni domestici ed esterni urbani prendono forma fumettistca sul fondo della scena, originando una scenografia piatta e scarna ma evocativa e straniante al punto giusto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’ambiente scenico si arricchisce poi di oggetti che le attrici portano con loro nel susseguirsi delle loro incursioni-mute o no, statiche o no-: un telefono e un giradischi, veri fil rouge dello spettacolo, in cui appare centrale il tema della (non)comunicazione, del ricordo (di cui diventano eloquenti emblemi le arie strumentali e le conversazioni incise su vinile), ma anche una torta di compleanno, un topo, un secchio d’acqua che si insanguina gradualmente e una pistola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Attraverso questi simboli vita e morte si inseguono in un ordito drammaturgico che resta volutamente ambiguo, e che sta allo spettare far quadrare, filare.&lt;br /&gt;Trovo infatti che la riuscita dello spettacolo consti proprio nel fondere l’ispirazione fassbinderiana col personale lavoro interpretativo della compagnia, con la resa scenica delle attrici, a cui va riconosciuto il merito di “passare la palla” dell’interpretazione agli spettatori, i destinatari ultimi e autentici di ogni comunicazione teatrale, che in questo caso abbandonano la sala stimolati e responsabilizzati, investiti di/da un ruolo che, auspichiamo, il teatro contemporaneo non dimentichi/trascuri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Photo: Federica Giorgetti&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8793097861216758940-3053820651466551491?l=spettatorecriticodanae.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spettatorecriticodanae.blogspot.com/feeds/3053820651466551491/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8793097861216758940&amp;postID=3053820651466551491' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8793097861216758940/posts/default/3053820651466551491'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8793097861216758940/posts/default/3053820651466551491'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spettatorecriticodanae.blogspot.com/2008/04/motus-rumore-rosa-osservazioni-di.html' title='Motus-Rumore rosa osservazioni di Serena Mola'/><author><name>Elisa Greta Ferrari</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08950672522704902376</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_haa5epBweIg/Svh-TV157LI/AAAAAAAAAHY/nj_5TAf-V8g/S220/ritratto.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_haa5epBweIg/SARc-hlmqkI/AAAAAAAAADc/wfK_RoTCjuo/s72-c/RR+69-71.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8793097861216758940.post-1884324484903005190</id><published>2008-04-07T07:41:00.000-07:00</published><updated>2008-04-07T08:01:30.163-07:00</updated><title type='text'>Rapporto di forza</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp0.blogger.com/_haa5epBweIg/R_o3OmlagqI/AAAAAAAAADE/C6nsBf9gpiE/s1600-h/teatro1.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5186518644885717666" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_haa5epBweIg/R_o3OmlagqI/AAAAAAAAADE/C6nsBf9gpiE/s320/teatro1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color:#cc6600;"&gt;E' forse il teatro inadeguato o il pubblico non educato?&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;Chi ha voglia di raccogliere la provocazione?&lt;/strong&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;Del resto questo spazio è nato per questo...per riflettere, discutere, andare a fondo alle questioni che interessano il teatro, in questa contemporaneità che risulta essere così critica. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il dado è tratto...&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8793097861216758940-1884324484903005190?l=spettatorecriticodanae.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spettatorecriticodanae.blogspot.com/feeds/1884324484903005190/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8793097861216758940&amp;postID=1884324484903005190' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8793097861216758940/posts/default/1884324484903005190'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8793097861216758940/posts/default/1884324484903005190'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spettatorecriticodanae.blogspot.com/2008/04/rapporto-di-forza.html' title='Rapporto di forza'/><author><name>Elisa Greta Ferrari</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08950672522704902376</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_haa5epBweIg/Svh-TV157LI/AAAAAAAAAHY/nj_5TAf-V8g/S220/ritratto.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_haa5epBweIg/R_o3OmlagqI/AAAAAAAAADE/C6nsBf9gpiE/s72-c/teatro1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8793097861216758940.post-432258091069880757</id><published>2008-04-06T10:38:00.001-07:00</published><updated>2008-04-16T05:11:30.849-07:00</updated><title type='text'>La Gabbia Circolare</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://bp0.blogger.com/_haa5epBweIg/R_nPh2lagpI/AAAAAAAAAC8/xPuDJZi0yXQ/s1600-h/foto+lapsus+2.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5186404626388910738" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_haa5epBweIg/R_nPh2lagpI/AAAAAAAAAC8/xPuDJZi0yXQ/s320/foto+lapsus+2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;di Carlotta Miceli&lt;br /&gt;5 aprile 2008 Danae Festival, Teatro OutOff Milano&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Danae Festival festeggia i suoi dieci anni di vita e affida i primi tre appuntamenti di questa X edizione a Maria Donata d' Urso, artista di origini catanesi attiva dal 1988 a Parigi, che apre martedì 1 aprile con il primo spettacolo del trittico presentato per la prima volta in questa forma in occasione del festival. A Pezzo 0 (Due), segue in programma il 3 aprile Collection Particulière, la seconda tappa della trilogia del¾ autrice che si é conclusa ieri sera con Lapsus.&lt;br /&gt;Il pubblico entra la platea osservato ed osservando ¾ imponente presenza di una struttura circolare di colore bianco di circa tre metri per tre, che si scaglia al centro del nero spazio scenico, poggiata su un telo anch' esso bianco, che ne esalta la presenza estendendosi verso l' alto fino a farle da sfondo.&lt;br /&gt;Al¾ interno di questa struttura circolare l' autrice si rivela, prende forma e sviluppa la sua poetica in una serie di figure che si susseguono a ritmo lentissimo per la durata di cinquanta minuti.&lt;br /&gt;Il corpo nudo della performer si espone completamente, in un continuo dialogo con le luci studiatissime di Caty Olive, ed afferma la sua forza, il suo controllo estremo di ogni muscolo, di ogni dettaglio e la sua tensione mai rilasciata.&lt;br /&gt;Il corpo esposto si allunga, si contrae e restituisce al¾ occhio dello spettatore una serie di figure poggiate al¾ interno della gabbia circolare esteticamente piacevoli, ma non più sufficienti, trascorsi i primi venti minuti, a mantenere il suo audience attivo, vivo, emotivamente o intellettualmente coinvolto e dando alle giovani fanciulle innamorate presenti in sala, un buon pretesto per appoggiare la loro testa sulla spalla del proprio partner, chiudendo dolcemente gli occhi.&lt;br /&gt;A tre quarti dello spettacolo, grazie ad un sapiente gioco di illuminotecnica, il corpo della d' Urso si trasforma in una linea ondulata irregolare, simile ad un onda elettrica rilasciata nello spazio, che taglia verticalmente la circolarità della struttura che la con-tiene, capace di attrarre l' occhio dello spettatore.&lt;br /&gt;Questa momento si conclude in pochi secondi, castrando una valida intuizione, che forse se approfondita sarebbe stata in grado di restituire autentica veridicità al lavoro.&lt;br /&gt;Forse oggi in teatro si tende a giustificare o intellettualizzare tutto, trascurando l' importanza del dialogo con la quarta parete, ostentando forme oramai appositamente contorte, imitazioni degli originali?&lt;br /&gt;La grande apertura ad ogni forma di rappresentazione al¾ interno dei teatri, rende il teatro sempre in crescita, libero e specchio del¾ uomo, o lo rende sempre più prigioniero?&lt;br /&gt;Un lavoro come Lapsus, sarebbe più valorizzato se trasportato dal contesto performativo tradizionale, ad uno di site specific?&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Photo: Eve Zheim&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8793097861216758940-432258091069880757?l=spettatorecriticodanae.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spettatorecriticodanae.blogspot.com/feeds/432258091069880757/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8793097861216758940&amp;postID=432258091069880757' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8793097861216758940/posts/default/432258091069880757'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8793097861216758940/posts/default/432258091069880757'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spettatorecriticodanae.blogspot.com/2008/04/la-gabbia-circolare_06.html' title='La Gabbia Circolare'/><author><name>Elisa Greta Ferrari</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08950672522704902376</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_haa5epBweIg/Svh-TV157LI/AAAAAAAAAHY/nj_5TAf-V8g/S220/ritratto.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_haa5epBweIg/R_nPh2lagpI/AAAAAAAAAC8/xPuDJZi0yXQ/s72-c/foto+lapsus+2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8793097861216758940.post-16480033342775114</id><published>2008-04-06T04:52:00.000-07:00</published><updated>2008-04-06T05:06:31.375-07:00</updated><title type='text'>Si conclude la prima settimana di Danae, OutOff Sabato 5 Aprile 2008</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp2.blogger.com/_haa5epBweIg/R_i50mlagmI/AAAAAAAAACk/InopYQk2kn8/s1600-h/Public+outoff+1.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp2.blogger.com/_haa5epBweIg/R_i50mlagmI/AAAAAAAAACk/InopYQk2kn8/s320/Public+outoff+1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5186099284278936162" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://bp2.blogger.com/_haa5epBweIg/R_i50mlagnI/AAAAAAAAACs/Q4-nElq_SkU/s1600-h/Public+outoff+2.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp2.blogger.com/_haa5epBweIg/R_i50mlagnI/AAAAAAAAACs/Q4-nElq_SkU/s320/Public+outoff+2.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5186099284278936178" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8793097861216758940-16480033342775114?l=spettatorecriticodanae.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spettatorecriticodanae.blogspot.com/feeds/16480033342775114/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8793097861216758940&amp;postID=16480033342775114' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8793097861216758940/posts/default/16480033342775114'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8793097861216758940/posts/default/16480033342775114'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spettatorecriticodanae.blogspot.com/2008/04/blog-post.html' title='Si conclude la prima settimana di Danae, OutOff Sabato 5 Aprile 2008'/><author><name>Elisa Greta Ferrari</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08950672522704902376</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_haa5epBweIg/Svh-TV157LI/AAAAAAAAAHY/nj_5TAf-V8g/S220/ritratto.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_haa5epBweIg/R_i50mlagmI/AAAAAAAAACk/InopYQk2kn8/s72-c/Public+outoff+1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8793097861216758940.post-470849779444817435</id><published>2008-04-05T06:01:00.000-07:00</published><updated>2008-04-07T08:12:07.464-07:00</updated><title type='text'>Dialogo con Maria Donata d'Urso</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://bp3.blogger.com/_haa5epBweIg/R_o4VWlagsI/AAAAAAAAADU/FHR1JJ3sSYc/s1600-h/foto+collection+particuliÃ¨re+1.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5186519860361462466" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_haa5epBweIg/R_o4VWlagsI/AAAAAAAAADU/FHR1JJ3sSYc/s320/foto+collection+particuli%C3%A8re+1.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;em&gt;Di Elisa Ferrari&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sera della prima rappresentazione di Maria Donata d'Urso - Pezzo O (due) - mi ritrovo nel buio completamente assorta e rapita dalle figure visionarie che si vanno creando sulla scena. Non capisco se è il mio cervello ad ingannarmi o se l'immagine è talmente efficace che è lei ad ingannare le mie facoltà percettive. Il giorno dopo mi immergo nell'analisi delle note di regia, perché ho la necessità di capire, la voglia di sapere di più, il bisogno di conferme, forse. &lt;div align="justify"&gt;Ho l'opportunità e il privilegio di conversare telefonicamente con Maria Donata d'Urso; mi sono preparata alcune domande, anche se in breve tempo la nostra 'intervista' si trasforma in uno scambio, in una 'chiacchierata'...&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Per prima cosa le chiedo cosa l'ha spinta a lavorare verso questo tipo di indagine.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il corpo è lo strumento principale della sua ricerca, dice, ed essendo tale c'è una sorta di continuo scambio tra 'sentire interno' e 'forma esteriore'. Ingigantendo lo sguardo, attraverso una sorta di lente di ingrandimento, si riescono a filtrare i movimenti interni, le sensazioni più profonde, traducendoli con il corpo. Attraverso la grana della pelle, che diviene membrana osmotica, si ricrea quel compromesso tra respiro interiore e movimento fisico. Tutto è rivolto verso lo sguardo di chi fruisce.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quindi è di fondamentale importanza il rapporto con lo spettatore...&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ovviamente è l'effetto sullo sguardo di chi fruisce che contribuisce alla 'riuscita' della performance. Lavorando anche attraverso l'ausilio di una telecamera, l'artista riesce a controllare ogni singolo movimento, riuscendo così a considerarne l'efficacia o meno in relazione al concept della performance.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;In ultimo le chiedo se si riconosce più nella definizione di 'corpo purificato' o di 'corpo politico'...&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;In nessuna delle due...Ma questo non significa che il suo sia un corpo che non osi rischiare sulla scena, anzi. Proponendo e offrendo un corpo di donna, riconoscibile, muscoloso, senza orpelli né artifici ci si pone nell'ambito di un rischio estetico. Il rischio che l'artista si assume è quello dell'onestà, della presenza.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;COLLECTION PARTICULIèRE&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;Un corpo incastonato in una lastra di ghiaccio, in un luogo senza spazio e senza tempo; un feto che eternamente affronta il momento del parto; una scultorea sfinge che domina un deserto siderale...sono queste le figure e i paesaggi che si ricreano e si rincorrono nella mente dello spettatore che sommessamente assiste alle continue trasformazioni di quel corpo che sulla scena appare così forte e grande. Un corpo che quasi non sembra avere una identità; è semplicemente un &lt;/span&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;corpo: fisico, palpabile, anonimo. Un corpo che si fa portatore di un messaggio universale, diventando Corpo. La Massa Carnale acquista una nuova propria identità e domina lo sguardo dello spettatore. Avviene un ribaltamento delle parti, il soggeto in scena acquisisce una sicurezza che chi assiste va man mano perdendo. Lo spettatore rimane spiazzato, deve continuamente cambiare il piano percettivo a cui far riferimento. Non si sente rassicurato. Ed ecco che allora avviene ciò che dovrebbe avvenire in teatro: un corpo nudo, senza l'ausilio di alcun espediente estetico, si offre e, con la sua semplicità, colpisce le sovrastrutture mentali di chi guarda, facendole crollare. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Photo: Eve Zheim&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8793097861216758940-470849779444817435?l=spettatorecriticodanae.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spettatorecriticodanae.blogspot.com/feeds/470849779444817435/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8793097861216758940&amp;postID=470849779444817435' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8793097861216758940/posts/default/470849779444817435'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8793097861216758940/posts/default/470849779444817435'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spettatorecriticodanae.blogspot.com/2008/04/dialogo-con-maria-donata-durso.html' title='Dialogo con Maria Donata d&apos;Urso'/><author><name>Elisa Greta Ferrari</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08950672522704902376</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_haa5epBweIg/Svh-TV157LI/AAAAAAAAAHY/nj_5TAf-V8g/S220/ritratto.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_haa5epBweIg/R_o4VWlagsI/AAAAAAAAADU/FHR1JJ3sSYc/s72-c/foto+collection+particuli%C3%A8re+1.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8793097861216758940.post-3368577654169314792</id><published>2008-04-02T12:41:00.000-07:00</published><updated>2008-04-02T13:51:53.320-07:00</updated><title type='text'>MARIA DONATA D'URSO - PEZZO O (DUE)</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp2.blogger.com/_haa5epBweIg/R_Pp92laglI/AAAAAAAAACc/T_0AV_BLXUo/s1600-h/Pezzo+0+(due).jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5184744844867306066" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_haa5epBweIg/R_Pp92laglI/AAAAAAAAACc/T_0AV_BLXUo/s200/Pezzo+0+(due).jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;em&gt;Di Valentina Ciardi&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Martedi 1 Aprile il Festival Danae ha presentato in apertura &lt;em&gt;Pezzo &lt;span style="font-family:arial;"&gt;0&lt;/span&gt; (due),&lt;/em&gt; la performance della danzatrice catanese Maria Donata d’Urso.&lt;br /&gt;Primo momento di un trittico che la coreografa e interprete presenterà nelle prossime serate e che proseguirà con &lt;em&gt;Collection Particulère&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;Lapsus&lt;/em&gt;; &lt;em&gt;Pezzo &lt;span style="font-family:arial;"&gt;0&lt;/span&gt; (due)&lt;/em&gt; si mostra come interessante riflessione sul tema del corpo, inteso/mostrato come massa informe, materia soggetta a un ordine estraneo e sfuggente che imbriglia lo sguardo dello spettatore nel complicato tentativo di scorgere in quell’invenzione visionaria, semplicemente un corpo nudo.&lt;br /&gt;Sulla scena appare evidente fin dall’inizio la volontà della d’Urso di dare vita a figurazioni in continua metamorfosi mediante un corpo che freme, si contrae, si spezza in movimenti trattenuti, contorsioni, un corpo ora deforme che rimanda a mostruose creature acefale, ora sinuoso, capace di volumi vibratili, di curve profonde che richiamano alla memoria la potenza e la grazia di certe sculture.&lt;br /&gt;Il corpo nudo e universale della d’Urso sembra voler accompagnare lo sguardo dello spettatore in uno spazio nel quale la figura umana sottratta al &lt;em&gt;logos&lt;/em&gt; non risponde che ad una dinamica interiore, soggetta pertanto ad un equilibrio instabile, contraddittorio, effimero. Il corpo si fa esso stesso luogo del conflitto tra materia e spirito, mondo intellettuale e mondo sensibile senza soluzione di continuità. Tuttavia questa materia vivente attraversata da una spasmodica energia vive nell’ultima parte della rappresentazione una sorta di stallo emozionale faticando a trovare un proprio sviluppo.&lt;br /&gt;L’apparato sonoro che amplifica il respiro della danzatrice e la quasi totale oscurità della sala, illuminata da un solo fascio di luce che avvolge il corpo della d’Urso sulla scena, concorrono a creare un non luogo, privo di riferimenti spazio-temporali, ma se all’inizio lo spettatore è coinvolto emotivamente in questa visione onirica sul finire della performance queste stesse sensazioni rischiano di esaurire il vigore iniziale per un effetto di assuefazione alla scena.&lt;br /&gt;Il tema proposto da Maria Donata d’Urso è comunque ricco di spunti di riflessione, particolarmente attuale in epoca postmoderna, in cui è pressoché assente una drammaturgia del corpo. Non più luogo di resistenza delle pratiche sociali, il corpo si è assoggettato al dominio di una piatta superficialità dell’esistenza, in cui non è ravvisabile alcuna tensione dialettica tra il reale e l’ideale, la materia e lo spirito, appunto. Ecco allora che il portare sulla scena una materia straziata, sofferente, attraversata da una tensione continua verso un altrove in cui poter essere, diventa la manifestazione del bisogno di ricercare nuove forme di espressione. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Photo: Laurent Goldring&lt;/em&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8793097861216758940-3368577654169314792?l=spettatorecriticodanae.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spettatorecriticodanae.blogspot.com/feeds/3368577654169314792/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8793097861216758940&amp;postID=3368577654169314792' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8793097861216758940/posts/default/3368577654169314792'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8793097861216758940/posts/default/3368577654169314792'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spettatorecriticodanae.blogspot.com/2008/04/maria-donata-durso-pezzo-0-due-martedi.html' title='MARIA DONATA D&apos;URSO - PEZZO O (DUE)'/><author><name>Elisa Greta Ferrari</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08950672522704902376</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_haa5epBweIg/Svh-TV157LI/AAAAAAAAAHY/nj_5TAf-V8g/S220/ritratto.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_haa5epBweIg/R_Pp92laglI/AAAAAAAAACc/T_0AV_BLXUo/s72-c/Pezzo+0+(due).jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8793097861216758940.post-2651024301439605359</id><published>2008-04-02T12:13:00.000-07:00</published><updated>2008-04-02T13:53:13.192-07:00</updated><title type='text'>Maria Donata d'Urso a Danae</title><content type='html'>Pubblichiamo di seguito il commento di uno spettatore - Mauro Loprieno - che ci sembra particolarmente interessante. Buona lettura. E riflessione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Da Parigi, dalla città grembo dell’arte contemporanea e simbolo di libertà, Maria Donata d’Urso ci ha portato un dono tanto prezioso da suscitare il dubbio se meritarci un tale omaggio. Noi, cittadini di una città presa solo dalla frenesia degli affari e dei commerci, dei “danè” insomma. Una città che ha appena ricevuto, questo si senza alcun merito, l’incarico prestigioso di ospitare l’Expo nell’anno 2015. Ma Milano è anche, per fortuna, la città in cui vivono tante “minoranze” etniche e culturali che, nonostante tutto, cercano di non omologarsi e operano con umiltà e perseveranza. Il Teatro della Moire è una di queste piccole realtà. E’ lei che ha preso per mano questa grande artista e ce l’ha portata qui, per offrirla al nostro sguardo sgomento per tanta bellezza.&lt;br /&gt;Maria Donata d’Urso, a mio giudizio, rappresenta l’essenza e il punto più alto e insuperabile del lungo e travagliato cammino fatto da alcune donne nell’ambito della danza e della Performing Art. Bisogna ricordare che il corpo femminile è stato rappresentato (e continua in parte ad esserlo anche oggi) secondo i codici maschili, estetici e simbolici. I maschi, storicamente, si sono appropriati del corpo femminile e l’hanno piegato al loro “gusto”. Badando bene però a purgarlo della sua forza espressiva naturale, erotica e sessuale. Così abbiamo visto e vediamo ancora oggi, i corpi femminili danzanti, che aspirano e che volteggiano in cerulei e casti cieli, come angeli asessuati in cerca di un “perdono divino”. Perdono per la presunta “colpa” di avere un corpo che sente i desideri e provoca attrazioni.&lt;br /&gt;Pur provenendo dalla formazione classica, Maria Donata d’Urso ha cominciato col licenziare i coreografi maschi che pretendevano di farle recitare la parte da loro scritta. Poi si è tolta uno ad uno i veli culturali che ricoprivano il suo corpo di donna. E guardandosi così allo specchio si è finalmente riconosciuta. Ha quindi asciugato lentamente i movimenti del suo corpo per riportarlo, dallo spazio fasullo del cielo dov’era confinato, alla concreta e nuda terra che l’aveva generato. Gli arti servono ora per abbracciare il proprio corpo non per tentare voli verso un’altrove che non esiste. E poi finalmente, le tenebre, per incorniciare uno spazio scenico essenziale, aderente alla propria pelle, dove contenere come una reliquia, l’immensità.&lt;br /&gt;Ecco, per completare l’opera, il suo richiamo, fatto di tremori e sospiri, per comunicare con l’altra faccia dell’esistere, lo sguardo complice e amorevole del pubblico. Esso si presta come un grande amico e si fa ingoiare in questo buco nero, in questi trenta minuti di suggestione poetica e di respiri trattenuti.&lt;br /&gt;Afferma Camille Paglia nell’incipit di Sexual Pesonae, Einaudi 2003: In principio era la natura. Finalmente la verità è stata rimessa in piedi. Maria Donata d’Urso è, io aspiro ad essere.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8793097861216758940-2651024301439605359?l=spettatorecriticodanae.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spettatorecriticodanae.blogspot.com/feeds/2651024301439605359/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8793097861216758940&amp;postID=2651024301439605359' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8793097861216758940/posts/default/2651024301439605359'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8793097861216758940/posts/default/2651024301439605359'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spettatorecriticodanae.blogspot.com/2008/04/maria-donata-durso-danae.html' title='Maria Donata d&apos;Urso a Danae'/><author><name>Elisa Greta Ferrari</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08950672522704902376</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_haa5epBweIg/Svh-TV157LI/AAAAAAAAAHY/nj_5TAf-V8g/S220/ritratto.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8793097861216758940.post-4652015508639252646</id><published>2008-04-02T04:26:00.000-07:00</published><updated>2008-04-02T05:11:02.117-07:00</updated><title type='text'>Il movimento è l'essenza dell'Universo</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp0.blogger.com/_haa5epBweIg/R_N3wWlagkI/AAAAAAAAACU/pPE2Qi4jaTE/s1600-h/Movimento.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5184619268613505602" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_haa5epBweIg/R_N3wWlagkI/AAAAAAAAACU/pPE2Qi4jaTE/s200/Movimento.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://bp3.blogger.com/_haa5epBweIg/R_NyGGlagjI/AAAAAAAAACM/YYlRMuZcfsg/s1600-h/Movimento.jpg"&gt;&lt;/a&gt;Nel 1907 E.G. Craig scrisse:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;"E' in qualche modo opinione comune che solo con le parole si può rivelare la verità. [...] Ma che dire di quella infinita e stupenda cosa che dimora nello spazio: il Movimento? Dal suono è derivata quella meraviglia delle meraviglie che ha nome Musica [...] e come una sfera è simile ad un'altra, così il Movimento è simile alla Musica. Mi piace ricordare che ogni cosa scaturisce dal Movimento, anche la Musica; mi piace pensare che sarà nostro supremo onore essere ministri della forza suprema - il Movimento". &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8793097861216758940-4652015508639252646?l=spettatorecriticodanae.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spettatorecriticodanae.blogspot.com/feeds/4652015508639252646/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8793097861216758940&amp;postID=4652015508639252646' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8793097861216758940/posts/default/4652015508639252646'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8793097861216758940/posts/default/4652015508639252646'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spettatorecriticodanae.blogspot.com/2008/04/il-movimento-lessenza-delluniverso.html' title='Il movimento è l&apos;essenza dell&apos;Universo'/><author><name>Elisa Greta Ferrari</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08950672522704902376</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_haa5epBweIg/Svh-TV157LI/AAAAAAAAAHY/nj_5TAf-V8g/S220/ritratto.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_haa5epBweIg/R_N3wWlagkI/AAAAAAAAACU/pPE2Qi4jaTE/s72-c/Movimento.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8793097861216758940.post-6334909311065026992</id><published>2008-04-01T07:07:00.000-07:00</published><updated>2008-04-02T13:57:46.381-07:00</updated><title type='text'>E si va...</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Al via la X edizione di Danae che questa sera sarà ospite del Teatro Out Off di via Mac Mahon.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La kermesse sarà inaugurata con la presentazione del libro 'Anatomie di un corpo scenico', durante la quale interverrano alcune firme che hanno collaborato alla pubblicazione, a seguire lo spettacolo &lt;em&gt;Pezzo 0 (due)&lt;/em&gt; dell'artista Maria Donata D'Urso.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Pezzo 0 (due) &lt;/em&gt;è il primo spettacolo del trittico - che comprende anche &lt;em&gt;Colletction Particulière &lt;/em&gt;e &lt;em&gt;Lapsus&lt;/em&gt; in scena rispettivamente il 3 e il 5 aprile, sempre all'Out Off- che l'artista presenta per la prima volta in questa forma in occasione di Danae Festival, anche grazie al sostegno di Nuovi Mecenati e Culturesfrance.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;'&lt;em&gt;Pezzo 0 (due) &lt;/em&gt;è un'opera pittorica di oscura bellezza che attraverso il corpo stimola lo sguardo a scrutare fino nella grana della pelle. Sottile gioco tra anima e animale, tra soffio e inspirazione, il corpo diventa disegno, lo spazio finito di una presenza infinita'.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E noi vogliamo indagare quello spazio, quella presenza, quel corpo...&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8793097861216758940-6334909311065026992?l=spettatorecriticodanae.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spettatorecriticodanae.blogspot.com/feeds/6334909311065026992/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8793097861216758940&amp;postID=6334909311065026992' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8793097861216758940/posts/default/6334909311065026992'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8793097861216758940/posts/default/6334909311065026992'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spettatorecriticodanae.blogspot.com/2008/04/e-si-va.html' title='E si va...'/><author><name>Elisa Greta Ferrari</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08950672522704902376</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_haa5epBweIg/Svh-TV157LI/AAAAAAAAAHY/nj_5TAf-V8g/S220/ritratto.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8793097861216758940.post-8788079519461261228</id><published>2008-03-28T11:14:00.000-07:00</published><updated>2008-03-28T11:53:35.193-07:00</updated><title type='text'>Corpo Politico</title><content type='html'>&lt;em&gt;Dalla conferenza stampa del 27 Marzo 2008.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Danae - festival che propone creazioni contemporanee tra danza, teatro e performing arts -compie il suo decimo compleanno e, per festeggiare l'occasione, i direttori artistici Alessandra de Santis e Attilio Nicoli Cristiani oltre ad aver pubblicato il concept book 'Anatomie di un corpo scenico' si sono posti l'obiettivo di riconsiderare il punto dal quale erano partiti inizialmente: presentare lavori di creatrici donne.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Al centro del lavoro c'è il corpo, un corpo diverso dall'estetica proposta dai media, un 'corpo politico' come lo definisce Paolo Ruffini, una tra le prestigiose firme che hanno dato il contributo alla creazione del libro.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Corpo politico che 'rischia', perché il teatro è rimasto l'unico luogo di assunzione di rischio, l'unico luogo dove gli artisti possono mettersi in gioco sfidando le convenzioni in nome della ricerca.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E allora ecco che le scene del Litta, dell'Out Off e del Teatro I divengono grembi fertili pronti a partorire i corpi politicizzati di artiste italiane e d'oltralpe.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma la volontà degli organizzatori è anche quella di promuovere il nuovo e l'urgente, dando spazio alle nuove generazioni che incontrano un'occasione per confrontarsi con lo spazio urbano.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8793097861216758940-8788079519461261228?l=spettatorecriticodanae.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://spettatorecriticodanae.blogspot.com/feeds/8788079519461261228/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8793097861216758940&amp;postID=8788079519461261228' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8793097861216758940/posts/default/8788079519461261228'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8793097861216758940/posts/default/8788079519461261228'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://spettatorecriticodanae.blogspot.com/2008/03/corpo-politico.html' title='Corpo Politico'/><author><name>Elisa Greta Ferrari</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08950672522704902376</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_haa5epBweIg/Svh-TV157LI/AAAAAAAAAHY/nj_5TAf-V8g/S220/ritratto.JPG'/></author><thr:total>2</thr:total></entry></feed>
